Anfiteatro Marzio

Museo Civico di Palazzo della Penna

I lavori di ristrutturazione e di trasformazione di Palazzo della Penna, iniziati nel corso del 1980, hanno segnalato resti murari romani inglobati nelle sostruzioni del palazzo. La trattatistica erudita perugina si riferisce spesso all’esistenza di un anfiteatro o teatro, detto Marzio, nella zona dove sorge il palazzo di proprietà dei Vibi (poi della Penna). Le stesse fonti imputano spesso la distruzione dell’anfiteatro all’assedio dei Goti di Totila nel VI secolo d.C. (i quali lo avrebbero utilizzato per ospitare una loro fortezza), riferendo così una tradizione probabilmente di origine orale anche legata alle vicende del martirio di Sant’Ercolano (avvenuto nella stessa zona).

L’anfiteatro fu costruito in area suburbana, nel settore meridionale che si estendeva subito fuori dalla cinta muraria etrusca, in parte ancora visibile all’interno della Rocca Paolina e dalla Porta Marzia. Palazzo della Penna stesso fu edificato riproducendo in parte l’andamento della struttura preesistente. Significativo, infatti, è il riutilizzo del tratto di muro antico come parete interna della galleria anulare del palazzo, su cui si aprono gli accessi alla cavea, corrispondenti alle attuali aperture di Palazzo della Penna. Tale tratto, conservato per una lunghezza di circa 35 metri e un alzato massimo di oltre 3 metri, potrebbe costituire il muro perimetrale di una delle gallerie periferiche dell’anfiteatro, la cui curvatura ha un raggio di circa 54 metri. Del muro si conserva soltanto il nucleo in opera cementizia, in origine dotato di differente finitura esterna ormai perduta.

L’esatta localizzazione del podio e quindi le dimensioni approssimative dell’arena (circa 45 per 26 metri), sono ricostruibili grazie al tratto di cortina in opera vittata posto in fondo al sotterraneo più settentrionale del palazzo e pertinente a uno dei settori radiali di sostegno della cavea. La ricostruzione della curvatura dei resti esistenti restituisce un’ellisse con i diametri di circa 80 per 60 metri, dove l’asse maggiore del monumento risulta parallelo al tratto delle antiche mura urbiche, posto a sinistra di Porta Marzia. Non è possibile stabilire se l’anfiteatro fosse un edificio interamente costruito o se fosse appoggiato (come spesso accade) a un terrapieno, dal momento che la parte a monte (verso le mura urbiche) è completamente obliterata dai fabbricati più recenti. La datazione dell’anfiteatro, situato come la maggior parte degli edifici di spettacolo subito al di fuori della cinta muraria, è inquadrata genericamente nell’ambito del I secolo dopo la nascita di Cristo.
 

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