Campanile e chiostri

Complesso museale di San Pietro

Intorno al 1463 venne restaurato e completato l’antico campanile duecentesco che, in occasione delle rivolte cittadine seguite all’uccisione di Biordo Michelotti, perse il secondo ordine di bifore e la parte conclusiva cuspidata. I lavori furono eseguiti dai fiorentini Puccio di Paolo e Giovanni di Betto su disegno di Bernardo Rossellino.

Nel corso del Cinquecento vennero realizzati importanti lavori strutturali che coinvolsero sia il monastero che la basilica: intorno agli anni Trenta del Cinquecento venne realizzato il Chiostro del Capitolo (il secondo che si incontra) su progetto di Francesco di Guido da Settignano, caratterizzato da un elegante doppio ordine di archi a tutto sesto in cotto e arenaria e dalla presenza di un pozzo centrale del 1530, opera di Galeotto di Paolo di Assisi; un ulteriore chiostro, detto delle Stelle (il terzo), venne realizzato nel 1571 da Galeazzo Alessi; nel 1591, infine, l’abate Giacomo da San Felice da Salò promosse importanti lavori di ammodernamento dell’interno della chiesa che comportarono la demolizione del recinto del coro e lo spostamento di quest’ultimo e dell’altare maggiore verso la zona absidale.

Gli interventi furono diretti dall’architetto Valentino Martelli che progettò anche la costruzione di un terzo chiostro (in realtà il primo che si incontra), quello che funge da ingresso all’intero complesso, composto da sedici colonne in travertino e, agli angoli, da quattro colonne di granito. La costruzione del chiostro iniziò nel 1614 e fu condotta a termine solo nel 1705 dall’architetto Lorenzo Petrozzi che realizzò il piano superiore.