Cranio frenologico

CAMS - Museo di Anatomia Umana

Nell’ultima sezione del Museo di Anatomia Umana, dedicata all’Antropologia Criminale, troviamo uno dei reperti più antichi del museo: un cranio frenologico. Questo reperto testimonia la diffusione, nel corso dell’Ottocento, della frenologia (dal greco: phrén, “mente”; lógos, “studio”). Questa disciplina, riconosciuta oggi come pseudoscienza (teoria che pretende di essere scientifica ma le cui verifiche sperimentali non sussistono), fu ideata all’inizio del XIX secolo dai due medici tedeschi Franz Joseph Gall e Johann Gaspar Spurzheim.

La frenologia ipotizzava una precisa localizzazione anatomica, nella aree del nostro cervello, delle funzioni cerebrali quali l’intelligenza, la personalità, l’aggressività, il senso estetico, la propensione a rubare o dire bugie, la giovialità di carattere e quant’altro. La frenologia fu gradualmente abbandonata nel corso dei decenni; al giorno d’oggi non si associano più le caratteristiche caratteriali che contraddistinguono l’uomo alla forma della propria testa, anche se per diversi decenni del XIX secolo la maggior parte degli anatomisti si dedicava alla misurazione dei crani per determinare il carattere e le attitudini degli individui.