Paesaggio con Narciso che si specchia nell’acqua

Museo di Palazzo Baldeschi

Pier Francesco Mola
1640-1645

La bellissima tela, acquisita prima del 1978, fa parte di una serie di sei quadri, raffiguranti Narciso alla fonte in un paesaggio serale di cui uno, il più antico, è conservato all’Ashmolean Museum di Oxford. Il soggetto piacque a Mola poiché gli offrì la possibilità di raffigurare un bel malinconico giovane cacciatore sperduto in un paesaggio romantico intriso di un’atmosfera lirica ed elegiaca. Narciso è sdraiato a terra abbandonato sull’erba; all’ombra, contempla insaziabilmente quell’immagine ingannevole che si strugge attraverso i propri occhi.

Poi, sollevandosi un poco, tende le braccia alle selve che lo circondano chiedendo loro “ci fu mai, o selve, qualcuno che soffrì un amore più crudele del mio?”. Nella maggior parte dei quadri della serie, la figura di Narciso occupa un terzo o un quarto circa dell’altezza della tela apparendo quindi più grande di una semplice “macchietta”. Il volto chino di Narciso è ripreso frontalmente mentre rimira la sua immagine nell’acqua; il braccio destro è disteso in un gesto di sorpresa e le ginocchia sfiorano il suolo. A sinistra domina la scena un enorme albero dalle fronde dense e scure, tra le quali si scorge il tronco di un albero morto.